lunedì 5 febbraio 2007

E se dal dibattito si passasse ai fatti?

Non c'è giorno che tra i riformisti di centro, i riformisti di sinistra, quelli di sopra e quelli di sotto, non si intrecci l'occasione di dibattere sul nascente Partito Democratico. Un dibattito che appare ormai orientarsi verso la più assoluta sterilità. Contorto e inutile a tal punto che molti ormai credono che finchè se ne discuterà non ci sarà pericolo che qualcosa di reale si faccia.
Le parole d'ordine che alimentano questo dibattito sono ferme e risolute. Dalla necessità si passa a quello che dovrà essere e quello che invece non dovrà essere, a quello che si può fare e quello che non si può fare. Parole che si incartano e immagini che si sovrappongono, in contrasto molto spesso tra loro. Un delirio che dice solo che forse questo nuovo partito Democratico di futuro ne ha davvero poco.
Difendiamola questa necessità, senza definirla con lo sguardo al passato o peggio rivendicandolo questo passato.
Anche se viene da pensare che se davvero fosse necessario, sarebbe già una realtà, fatta e quasi finita.
Cionostante, se davvero è un'esigenza il partito Democratico non può e non deve avere un passato. Non può avere un'identità già costituita. Non può nascere con le carte in regola. Non avrebbe senso. Bisogna solo saper dire cosa a partire da qui si vuole fare, si vuole essere. La grammatica politica delle parole si arrenda all'immaginazione. Non guidi il pensiero quel tragico e doloroso desiderio di traghettare il passato nel futuro.

"Solo coloro che non hanno un futuro, credono di dover ancora traghettare il passato."

Ipse Dixit

" I morti del sistema calcistico fanno parte di questo grandissimo movimento che le forze dell'ordine ancora non riescono a controllare"
Antonio Matarrese, Presidente della FIGC
Sconcertante....!!!!

domenica 4 febbraio 2007

Il calcio in ginocchio

E' andata come doveva andare. Il calcio si è rotto, definitivamente. Stadi chiusi, campionato sospeso, sine die, riunioni urgenti, attese decisioni drastiche e radicali.
Da passione a incubo. Un lungo tragitto di italiana incontinenza verso il baratro della follia di massa. Protagonisti non solo gli ultras e la loro follia, evidente dimostrazione di instabilità mentale - dicono sociale, ma non ci credo più di tanto. Ma spazio in cartellone e prima fila in questa farsa che diventa tragedia ai dirigenti del calcio troppo occupati ai bizantinismi della politica , ai presidenti che cadono sempre dalle nuvole, ai manager e ai procuratori che devono dimostare che non sono fessi, ai calciatori che un' occasione così non si presenta due volte, ai giornalisti sportivi che la pagina è bianca e va riempita.
Stop. Finito. Tutti a casa. Anche se a casa molti ci erano andati da mò!
Domani ci diranno che le drastiche decisioni adottate riporteranno le famiglie allo stadio. Tolleranza zero. Ma il calcio è ormai finito. Si è soppresso da sè. Anche in Italia. Finito dappertutto. Trasformato qui o là in giro per il mondo in un triste spettacolo di se stesso. Attori consunti, balbettii in scena, parrucche impolverate. Un teatro delle cose, non più emozione, sparita la passione, la gioia di vincere, la sfida all'orgoglio, la rincorsa di un sogno. Rimane un assegno immancabilmente in protesto. E tante finte parole che attraversano gli schermi a pagamento.
Impossibile oggi dire altro.

Ipse Dixit

"Il tifo è un pretesto, lo stadio un nuovo luogo di modernità criminale di massa."
Giuliano Amato, Ministro degli Interni

sabato 3 febbraio 2007

Un giornalista anaffettivo

Alberto Statera è, senza dubbio, una delle firme più illustri del giornalismo italiano e di "Repubblica" in particolare ! Graffiante, colto e lucido nelle sue inchieste e nei suoi commenti. A leggerlo non solo si capisce ma s'impara anche. Ti regala il bandolo della matassa e te lo fa seguire tra i misteri e i segreti dell'Italia "da retrobottega". Da qualche settimana sulle pagine di Repubblica ci racconta "Chi comanda in città...". Oggi ci ha preso per mano e ci ha portato tra i portici di Bologna, in piazza Verdi, sotto la fontana del Nettuno, dentro i fatti e i misfatti della Bologna "sazia e disperata".... e mentre racconta ...dice. Tra le cose che ha detto colpisce un' affermazione che lascia perplessi. Quando porge il suo sguardo e il suo racconto - un passaggio breve ma deciso - su Via Stalingrado. Si legge: ... "Da dove Giovanni Consorte ....coltivava con l'Unipol e le scalate dei furbetti il suo sogno di potenza e di ricchezza. Il successore Pierluigi Stefanini .... sta asserragliato in via Stalingrado a ricostruire l'onore perduto."
Due frasi che Alberto Statera ha molto probabilmente scritto di getto. Altrimenti da un giornalista " esperto e anaffettivo" come lui ci si aspettava un atteggiamento un filo più lucido. Statera sa bene, altrimenti cambi mestiere, che il sogno di potenza e di ricchezza Consorte, in fondo lo ha realizzato - se è vero come è vero che Unipol sotto la sua guida da azienda alle soglie del fallimento è diventata, nonostante ostacoli e strumentali intercessioni, in un decennio il terzo gruppo assicurativo e finanziario italiano. Se poi Statera, parlando di onore perduto si riferisce alle inchieste della magistratura in corso sull'operato di Consorte, farebbe altrettanto bene ad aspettare se non un processo ... almeno di conoscere i termini di un eventuale rinvio a giudizio, se mai ci sarà. Se nel suo breve giro sotto i palazzi di Via Stalingrado, Statera si fosse fermato a guardare meglio, certamente avrebbe visto Pierluigi Stefanini impegnato a lavoro per consolidare e, forse, implementare, quanto Consorte ha fatto. Non certo a ricostruire l'onore a chicchessia.

Il calcio si ferma la RAI...no!

Ieri sera il calcio italiano ha vissuto un'altra delle sue pagine "nere". I fatti di Catania ci lasciano , ancora una volta, incredubili e sbigottiti di fronte a tanta stupida e insensata violenza. La risposta del mondo del calcio arriva immediata. Questa volta forse meno indecisa di altre volte. Il Commissario Straordinario della FIGC, Luca Pancalli, ferma il calcio.Decisione saggia, fors'anche non decisiva per la soluzione di un problema complesso, antico e da troppo tempo sottovalutato - si attendono i commenti dei "benaltristi" del momento.
L'Italia discute e si interroga. Tutto da copione. Certo!
Talemente perfetto che .... la RAI, stamane che fa? Manda in onda - Sabato, Domenica & ... - Rai1, ore 9,15 ca. - una lunga intervista, in diretta, a Luciano Moggi che, sostenuto da Franco di Mare e dall'esperta Sonia Grey, dopo, bontà sua, aver dedicato alla tragedia di Catania una breve e banale battuta, ci racconta in una paradossale, quanto inopportuna - crediamo noi -seduta di autoanalisi, la sua crisi "esistenziale" da ex Re del pallone.
Tutto questo mentre i quotidiani, quasi tutti, "misurano la notizia". Dedicando, tutti e per due giorni di seguito, in media circa 12 pagine al giorno alla Telenovela di Macherio - interpreti Veronica Lario, nella parte di lei e Silvio Berlusconi, in quella del "malamente" - e, oggi, solo due pagine ai fatti di Catania. Dimostrando, se ancora ci fossero dubbi, che il vero Reality show non lo vediamo in Tv. Diteci però come possiamo fare le "nomination"???

giovedì 1 febbraio 2007

Una brutta notizia

Mauro Monti, un amico, un appassionato comunicatore, attore, regista (come amava definirsi), ci lascia, tragicamente. Insieme a lui anche la sua fidanzata Mara Gianella. Due vite spezzate in pochi minuti sull'A4, a mezzanotte. Un incidente stradale che non ha lasciato loro scampo. Una morte assurda. Di lui, di loro voglio ricordare il temperamento e la passione. Espressioni di una vita davvero speciale. Sottolineata da un episodio che li ha resi oltremodo speciali. Mara e Mauro il 26 dicembre 2004 erano in vacanza in un resort aDickwella nello Sri Lanka quel giorno che l'onda assassina ha distrutto tutto. Senza soldi, passaporti nè abiti, hanno vagato per 20 ore tra i villaggi feriti a morte dal cataclisma e la giungla. Ne sono usciti vivi e al loro rientro in Italia non hanno avuto altro pensiero se non quello di impegnarsi a ridare speranza ai tanti, troppi bambini che sono rimasti orfani e abbandonati. Hanno per questo dato vita all' ISOLA DEL CORAGGIO, "un progetto di solidarietà per aiutare Dickwella a ricostruire il paese, riaprire la scuola, riarmare i catamarani perché il mare, che aveva portato la morte, potesse ritornare a essere fonte di vita". Nonostante le mille difficoltà, gli ostacoli e l'incredulità di molti erano riusciti a fare quello che molti governi e ONG non sono riusciti a fare per quella gente e per quel paese. Quei bambini non sapranno forse mai che Mauro e Mara non potranno più aiutarli.

Una bella notizia

Proprio nel giorno in cui si apre a Parigi il terzo congresso contro la pena di morte, a Bruxelles, con una maggioranza schiacciante di voti, 591 sì, 45 no e 31 astensioni, il Parlamento Europeo ha dato il suo sostegno alla mozione comune presentata da Ppe, Pse, liberaldemocratici, verdi e sinistra europea per una moratoria "immediata e senza condizioni" della pena di morte, sollecitando, poi, la presidenza di turno tedesca "ad adottare con urgenza un'opportuna iniziativa in sede Onu, come sollecitato dall'Italia, per garantire che questa risoluzione sia presentata in tempi brevi" al palazzo di vetro a New York .

Provaci ancora, Sam!.

Tentativo fallito! Il CdA della RAI ha confermato che Bruno Vespa continuertà a condurre quattro "Porta a Porta" a settimana su RAI Uno, almeno fino a giugno. Il tentativo dei consiglieri in quota all'Ulivo nel Consiglio della RAI, di limitare la "massiccia" presenza di Vespa in video ogni settimana, è andato a vuoto. E Bruno Vespa non ha nessuna intenzione di rinunciarci, nonostante abbia più volte dichiarato che è pronto a rivedere il suo palinsesto, in cambio però di uno spazio più visibile per la sua trasmissione. Forse vorrebbe andare in onda in prima serata. Gli attacchi da sinistra non sembrano preoccupare il nostro anchorman. Continua a sostenere, cifre alla mano, che nelle sue trasmissioni spazio e attenzione verso i due schieramenti sono assolutamente equilibrati - Cencelli docet.
Credo che Vespa non sia proprio un pericolo pubblico per la sinistra, meno che meno per il centro-sinistra. Immagino e capisco i nervosismi per certi atteggiamenti faziosi e per certi suoi assist al centro-destra. Ma mi chiedo se davvero possiamo pensare che siano così decisivi e capaci di condinzionare le opinioni dei suoi telespettatori.
Recentemente Eugenio Scalfari ha scritto ..."Il mercato dei media è uno dei pochi luoghi in cui ... o sia sta con il governo o si sta con l'opposizione o si sta nel mezzo, a volte da una parte a volte dall'altra a secondo del giudizio sui singoli fatti. Ma questa è solo teoria. Resta il fatto che la dominante dei media tende al neo-centrismo".
Lo sanno i politici e lo sanno i giornalisti come Bruno Vespa.

Ipse Dixit

"Se il Vaticano continuerà a costruire chiese, i Ds continueranno a costruire le loro sedi: è solo così che il Partito Democratico potrà avere un legame con la società"
Ugo Sposetti, tesoriere dei DS, rispondendo a Rosy Bindi che di entrare nelle sezioni DS non ne vuole sapere.