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lunedì 12 marzo 2007

Incipit

"C'è in Italia una generazione politica che ha attraversato il ventennio di questa nostra grande carambola conservando una spettacolare coesione. Si tratta di un gruppo che, pur diviso in passato da feroci conflitti intestini, è riuscito sempre a presentarsi come un drappello di amici legato da vincoli più forti di qualsiasi controversia. Ma anche un pezzo di classe dirigente che con la fine del comunismo, proprio mentre sia ffacciava agli anni della maturità, ha visto svanire d'improvviso la sua ragion d'essere ed è poi riuscita a trovarsene un'altra.
E' l'ultima generazione prodotta da quella formidabile fabbrica di leadership che fu il Pci...."
Da "Compagni di scuola"di Andrea Romano/Mondadori

martedì 30 gennaio 2007

Incipit

Nessuno pensa mai che potrebbe ritrovarsi con una morta tra le braccia e non rivedere mai più il viso di cui ricorda il nome. Nessuno pensa mai che qualcuno possa morire nel momento più inopportuno anche se questo capita di continuo, e crediamo che nessuno se non chi sia previsto dovrà morire accanto a noi. Molte volte si nascondono i fatti e le circostanze: i vivi e quello che muore - se ha il tempo di accorgersene - spesso provano vergogna per la forma della morte possibile e per le sue apparenze, e anche per la causa.
Da Domani nella battaglia pensa a me di Javier Marías

sabato 27 gennaio 2007

Incipit

L'Argirò col figliolo arrivarono al paese che era l'alba. Risalito il poggio, le case addossate una all'altra come una mandra si presentarono ai loro occhi. Da secoli questo paese si era cacciato nella valle, e vi si era addormentato. Intorno, a qualche miglio di distanza, gli altri paesi che si vedevano in cima ai cocuzzoli rocciosi si confondevano con la pietra.... Sembra un mondo spento, lunare. Ma ad inoltrarsi appena fra gli speroni dei monti ...si rivelano i paesi coi loro fiocchi di fumo, le voci disperse, i suoni intermessi, la voce soprana delle campane. E' una vita alla quale occorre essere iniziati per capirla, esserci nati per amarla, tanto è piena, come la contrada, di pietre e di spine.
Da Gente in Aspromonte di Corrado Alvaro

lunedì 15 gennaio 2007

Incipit

Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra, il primo a informarmene), che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della figura di Boote, nel cielo boreale! E che inoltre questo nome fu portato pure da un re dell'antichità, comandante a una schiera di fedeli: i quali erano tutti eroi, come il loro re stesso, e dal loro re trattati alla pari, come fratelli. Purtroppo, venni poi a sapere che questo celebre Arturo re di Bretagna non era storia certa, soltanto leggenda; e dunque, lo lasciai da parte per altri re più storici (secondo me, le leggende erano cose puerili).
Da "L'isola di Arturo" - Elsa Morante

Incipit

"Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate. Una magnifica giornata d'estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell'imbarazzo di metter su la pagina culturale, perché il "Lisboa" aveva ormai una pagina culturale, e l'avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte. Quel bel giorno d'estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una città che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva gli occhi, lui si mise a pensare alla morte. Perché? Questo a Pereira è impossibile dirlo."
Da "Sostiene Pereira" di Antonio Trabucchi

sabato 13 gennaio 2007

Incipit

"Il procuratore Varga era impegnato nel processo Reis, che durava da circa un mese e si sarebbe trascinato almeno per altri due, quando in una dolcissima sera di maggio, dopo le dieci e non oltre la mezzanotte, secondo testimoninze e necroscopia, lo ammazzarono...."
Da "Il contesto" di Leonardo Sciascia