giovedì 8 febbraio 2007

La sinistra e ..le tasse

Ha lasciato un pò tutti un pò sbigottiti la campagna promossa da Libération a favore delle imposte e delle tasse in Francia. Accogliendo la petizione " Vive l'impòt" di alcuni intellettuali ed economisti di sinistra e di centro, il quotidiano francese ha rotto un tabù. Quello che vuole l'argomento tasse come impopolare e soprattutto molto ma molto rischioso. Certo il dibattito è come dire, molto francese. Ci sono le elezioni presidenziali... Ma un riflesso lo potrebbe avere anche qui da noi. Forse potrebbe aiutarci a capire meglio il rapporto tra tasse e servizi, tra tasse e sviluppo, tra tasse e competitività, tra tasse ed efficienza, tra tasse e buongoverno.
In Francia si riesce a parlarne per un motivo molto semplice. Ai francesi non sfugge che il loro "benessere" sociale passa attraverso le imposte e le aliquote - Oltralpe sono ben oltre il 40%. Ma i nostri cugini sanno bene e a loro non sfugge certo che ogni euro di tasse corrisponde a qualcosa di chiaro, definito, misurabile e riconoscibile.
Se anche qui da noi si potessero deliniare i percorsi di "spesa" o di chiara identità della spesa collegabili alle tasse forse non sarebbe un tabù parlarne, ma soprattutto sarebbe assai meno demagico gridare allo stato-sanguisuga o al ministro-dracula.
Un esempio: il fondo proveniente dal gioco del Lotto per i Beni Culturali. Avete mai sentito qualcuno che si è lamentato del caro-schedina? Sapere che il 5per1000 è anadato e va al recupero del patrimonio culturale del nostro paese non solo ci fa piacere ma ne siamo un pò anche orgogliosi....

1 commento:

Mauro C. ha detto...

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